Toscana, ai nastri distribuzione in farmacia di diabetica, integrativa e malattie rare

13/01/2020


Partirà da febbraio in tutte le 1300 farmacie pubbliche e private della Regione la distribuzione per conto dei dispositivi per la terapia del diabete, l'incontinenza - a eccezione dei pannoloni, erogati a domicilio -, le stomie, le medicazioni, nonché degli integratori e prodotti dietetici per le malattie rare, secondo quanto prevede l'Accordo tra Regione Toscana, Federfama locale e Confservizi Cispel, concluso il 16 dicembre (Delibera di giunta regionale 1321/2019). «Un passaggio importante» commenta Isidoro Tortorici, Referente Regionale per la Toscana e membro del Consiglio Direttivo di Federfarma Servizi, «che rende più accessibile il servizio ai cittadini e uniforma, a livello regionale, l'assistenza e la gestione del paziente».
L'Accordo è stato stipulato a metà dicembre dopo un lungo lavoro e, come aveva sottolineato in conferenza stampa l'Assessora al diritto alla salute, Stefania Saccardi, ha il vantaggio di «migliorare l'accesso da parte dei pazienti a questi prodotti - fino a oggi erogati tramite le strutture del SSR, con una minore diffusione territoriale -, e di affidare alle farmacie di comunità la presa in carico di numerosi pazienti». Inoltre, continua la nota, «con questo Accordo, prosegue il percorso per spostare nelle farmacie convenzionate, pubbliche e private, delicate funzioni assistenziali e di servizio al cittadino. Un iter che la Regione intende proseguire mediante future intese che interesseranno ulteriori funzioni, quali diagnostica e accessi domiciliari ai pazienti particolarmente fragili, per arrivare a un maggior grado di vicinanza dei servizi ai pazienti».

«L'Accordo» è il commento a F-Online di Tortorici, «è di grande importanza perché riporta in farmacia prodotti che da lungo tempo non venivano più gestiti sul territorio, valorizzandone il ruolo. La distribuzione diretta, da sempre problematica in Toscana, aveva già ricevuto una battuta d'arresto, anche sul fronte farmaco, ma è chiaro che con questi Accordi il paniere di prodotti distribuiti in farmacia va allargandosi. Per altro, con una situazione omogenea e uniforme su tutta la Regione, tanto nelle modalità remunerative e distributive, quanto nella gestione stessa del paziente».

A ogni modo, per quanto riguarda «il funzionamento, resta valido il modello di Dpc già attivo per i farmaci, che vede acquisti centralizzati e una organizzazione della filiera, in ogni Area Vasta, secondo il modello capofila e satelliti». Un ulteriore elemento da sottolineare «riguarda le modalità di remunerazione di farmacia e distributore, che riconoscono una quota mensile per paziente, con una cifra base che viene proporzionata in base al numero di patologie in corso, se in presenza di paziente con multipatologia».

Ora, sul fronte delle cooperative e società di distribuzione intermedia di farmacisti «sarà importante attrezzarsi per gestire al meglio questi prodotti, finora trattati solo in maniera marginale. Ci dovrà essere un impegno congiunto per dare alle farmacie tutto il supporto necessario per una appropriata gestione del paziente».