Test proporzionalità Ue, in corso iter di recepimento. Professioni sanitarie in allerta

13/01/2020


Prosegue l'iter di recepimento da parte del nostro Paese della Direttiva europea relativa al Test di Proporzionalità inerente le professioni - sanitarie incluse: da quanto si apprende, entro luglio dovrà entrare in vigore anche in Italia e, intanto, è atteso a fine marzo il parere del ministero della Salute, in relazione agli aspetti di competenza. Sul tema, le sigle delle professioni sanitarie, farmacie comprese, sono al lavoro, con l'obiettivo di garantire, all'interno della direttiva italiana, la prevalenza dell'interesse sanitario rispetto ad altri interessi di carattere economico, in tutela del cittadino.

I contenuti delle disposizioni
In particolare, sulla Gazzetta Ufficiale del 18 ottobre (n.245) è stato pubblicato il provvedimento "Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea" che, tra i vari punti, prevedeva anche il recepimento della Direttiva (UE) 2018/958 del Parlamento europeo e del Consiglio del 28 giugno 2018, relativa, appunto, al test di proporzionalità. Gli Stati membri - prevede la disposizione europea - in occasione di nuove normative riguardanti le professioni o di modifiche di quelle già approvate, devono analizzare in via preliminare la presenza di eventuali disposizioni legislative, regolamentari o amministrative che limitino l'accesso alle professioni regolamentate o il loro esercizio e valutarne la proporzionalità rispetto agli obiettivi - per esempio quelli di tutela dei cittadini -, per evitare che siano più restrittive di quanto necessario.
La finalità perseguita dalla disposizione europea eÌ quella di garantire il corretto funzionamento del mercato interno e semplificare l'accesso alle professioni, pur garantendo la protezione dei consumatori e dei pazienti. La direttiva, che lascia comunque libertà ai Governi sulle modalità di recepimento, prevede il coinvolgimento preventivo delle Associazioni di categoria.

L'iter e i prossimi step
Per quanto riguarda l'iter, entro il 20 luglio il Decreto Legislativo di recepimento dovrà entrare in vigore: il Governo è già al lavoro su una Bozza, che dovrà poi essere sottoposta ai parlamentari. Da quanto emerge da Federfarma Channel del 9 gennaio, il tema è stato al centro dell'ultimo consiglio di presidenza di Federfarma: «L'Esecutivo ha chiesto al ministero della Salute di dare un parere sulla Bozza in lavorazione» ha spiegato Gianni Petrosillo, presidente di Federfarma Bergamo, «e l'impegno del Dicastero è stato quello di esprimersi entro marzo. Il Ministero ha comunque provveduto a riunire le professioni sanitarie». Nella categoria, «siamo al lavoro e, in sinergia, stiamo preparando un documento, che sarà presentato da Fofi e su cui si cercherà anche l'adesione da parte delle altre professioni sanitarie. Al suo interno, cercheremo di rimarcare il principio che quando la materia è sanitaria, l'interesse di tutela della salute deve prevalere su tutti gli altri aspetti economici».

Quanto alle ricadute per farmacisti e farmacie, «il dispositivo europeo potrebbe interessare tutte le eventuali riforme che riguardano l'attività professionale e della farmacia». Sotto i riflettori ci potrebbero essere «per esempio alcuni strumenti specifici, quali il quorum: una eventuale riforma» del sistema imporrebbe allo Stato di «giustificare la presenza di limiti nello sviluppo della professione e della farmacia, che devono trovare la loro base in interessi, in questo caso, di natura sanitaria».