Liste d'attesa e mancate diagnosi in aumento. Mirone: occorre riposta sinergica da parte del comparto

22/11/2022


Liste d'attesa per esami, visite e interventi, mancate diagnosi, ritardo nei follow up: sono solo alcuni degli aspetti che, dalla pandemia, hanno registrato un peggioramento, mettendo a rischio l'assistenza alla popolazione e soprattutto ai pazienti cronici. Nodi su cui il processo di territorializzazione della sanità potrebbe dare una risposta, in particolare con il coinvolgimento dei medici di medicina generale e della rete delle farmacie, diffusa capillarmente sul territorio e sostenuta dalla distribuzione intermedia. A fare la riflessione Antonello Mirone, presidente di Federfarma Servizi, che invita a trovare una sintesi all'interno del comparto e ad avviare una riflessione a tutto tondo con le istituzioni.

«La territorializzazione delle cure», ha detto Mirone, «è un processo indispensabile per ridurre il ricorso improprio a ospedali e pronto soccorso, ma anche per potenziare l'accessibilità dell'assistenza e uniformare maggiormente la risposta sanitaria. È oggi sempre più evidente l'esistenza di una serie di servizi e di attività che potrebbero essere prese in carico strutturalmente dal territorio, in particolare da medici di medicina generale e farmacie in maniera integrata, con benefici per il Ssn e per la popolazione stessa». Sul tema «è necessario accelerare la riflessione, con però un ulteriore focus: occorre iniziare a ragionare davvero in una logica sinergica, in termini di comparto». Proprio la crisi di questo ultimo periodo ha messo in luce «le interrelazioni tra le componenti del settore, dalla produzione, alla distribuzione, alle farmacie. Criticità che riguardino un ambito tendono a ripercuotersi a catena su tutta la filiera: ce lo dimostrano, tra gli altri aspetti, le difficoltà di approvvigionamento di materie prime e le carenze di farmaci. Per questo, riteniamo sia fondamentale proporsi, all'interno del processo di rilancio delle cure territoriali, come un sistema, per avviare in cooperazione un ragionamento sulla riqualificazione dell'assistenza». Da parte nostra, «abbiamo chiesto di essere ascoltati dal ministro della Salute, Orazio Schillaci e dal sottosegretario Marcello Gemmato, oltre che dagli altri referenti ministeriali coinvolti nell'organizzazione della sanità territoriale. L'auspicio è che ci sia disponibilità a valorizzare un asset fondamentale per il Ssn e per la salute della popolazione».