Crisi, Mirone: aumenta stato di sofferenza. Urge rivedere remunerazione e ruolo filiera

22/02/2021


Riprendere il confronto sulla nuova remunerazione, in modo da dare respiro a un comparto sempre più in sofferenza, e valorizzare il ruolo della rete delle farmacie e della distribuzione intermedia, anche nell'ambito di un processo di potenziamento della medicina territoriale e delle cure primarie. Sono queste le richieste avanzate da Antonello Mirone, presidente di Federfarma Servizi, e indirizzate al nuovo governo. «Auguriamo un buon lavoro al neo presidente del Consiglio Mario Draghi e ai nuovi ministri. Cogliamo positivamente la notizia della riconferma del ministro della Salute, Roberto Speranza, con il quale da tempo è stato aperto un dialogo.

Confidiamo che, in una ottica di continuità, possa essere ripreso al più presto il confronto sulla nuova remunerazione del settore, ormai irrimandabile per dare respiro a farmacie e aziende della distribuzione intermedia, sempre più in sofferenza. Proprio l'emergenza sanitaria ha reso quanto mai evidente la centralità della rete delle farmacie e della distribuzione intermedia nel garantire la continuità delle cure e nella tutela della salute dei cittadini. Purtroppo, i farmaci dispensati dalle farmacie di comunità e rimborsati, per la loro importanza terapeutica, dal Servizio sanitario nazionale non sono più in grado di garantire sostenibilità al comparto, in quanto vengono distribuiti con una marginalità negativa. La problematica è al centro dell'attenzione della filiera e, insieme ad Adf, abbiamo avviato una riflessione con l'auspicio di arrivare a formulare una proposta comune da presentare alle istituzioni e da condividere anche con Federfarma - verso la quale ci proponiamo come tramite».

Ma, oltre alla tematica più strettamente legata alla remunerazione, «ci stiamo attivando per riaprire un dialogo istituzionale nella direzione di una valorizzazione in generale del comparto. Ci sono una serie di attività, quali per esempio le vaccinazioni, nelle quali chiediamo di poter essere coinvolti, anche sulla base dei risultati in termini di salute pubblica e risparmi per il Ssn che il binomio farmacie-distribuzione intermedia hanno più volte dimostrato di dare. Siamo convinti che, insieme, costituiamo anelli fondamentali nel processo assistenziale e che, se valorizzati con il giusto ruolo, potremmo rappresentare un elemento di potenziamento della medicina territoriale, di cui, oggi soprattutto, si sente la necessità. Ci auguriamo che il nuovo governo saprà mettere a sistema l'apporto prezioso che può arrivare dalla filiera e conferirle il giusto riconoscimento».