Carenze, Mirone: vendite dirette minano servizio pubblico. Serve chiarezza e ribadire regole
30/07/2024
Il fenomeno delle carenze sta assumendo dimensioni sempre più preoccupanti e per affrontarlo è necessario rafforzare la cooperazione tra industria, distribuzione intermedia e mondo della farmacia, nell'interesse del cittadino. Il messaggio è stato lanciato da Roberto Tobia, segretario nazionale di Federfarma, a margine dell'Assemblea annuale di Farmindustria. Una riflessione che trova d'accordo anche Antonello Mirone, presidente di Federfarma Servizi: «Lo sosteniamo da sempre: non solo serve un'azione congiunta, ma, alla luce di alcuni fenomeni che stanno creando distorsioni nell'accessibilità al farmaco da parte degli assistiti, è necessario un confronto che coinvolga le Istituzioni e definisca regole chiare e condivise». «Le carenze di farmaci sono ormai una costante nella nostra attività quotidiana e questo quadro sta preoccupandoci non poco», spiega Mirone. «Sempre più di frequente ci capita di non essere in grado di soddisfare le richieste delle farmacie e questo ci crea particolari difficoltà, anche perché, come società di farmacisti, siamo ben consapevoli di cosa comporti la situazione al banco, per il farmacista e per i pazienti». Per questo, «rinnoviamo la nostra disponibilità ad affrontare, con tutti gli strumenti a disposizione, la situazione, ma ancora una volta non possiamo fare a meno di sottolineare come, da segnalazioni ricevute dai nostri associati, risulti ulteriormente in crescita il fenomeno già denunciato delle vendite dirette. Si tratta di una anomalia nel flusso distributivo che impatta in primo luogo sull'universalità del servizio e sulla possibilità per gli assistiti di qualsiasi territorio di accedere alle terapie. Tali prassi, infatti, creano sperequazioni, andando a favorire farmacie di maggiori dimensioni, che possono accedere più facilmente e in maggiori quantità agli ordini diretti, e togliendo di fatto il farmaco dal normale circuito distributivo, che, al contrario, lo rende disponibile a tutte le farmacie, in maniera equa e capillare. Il fenomeno, a nostro avviso, si sta sempre più configurando come una criticità nel servizio pubblico e riteniamo che come tale vada affrontata, in un confronto congiunto che veda coinvolti gli attori della filiera - industria, distribuzione intermedia, e farmacie -, ma che al contempo si svolga sotto l'egida delle Istituzioni, in primo luogo il ministero della Salute. Per continuare a tutelare e garantire l'accesso capillare e universale al farmaco, l'esigenza è, infatti, quella di fare chiarezza, arrivando a formulare e ribadire una serie di raccomandazioni e regole indispensabili».








