Covid-19, Cef: da crisi maggiore coesione e integrazione associativa

21/12/2020


Tra le tante ricadute che l'emergenza sanitaria legata al Covid-19 ha avuto sulla rete delle farmacie e della distribuzione intermedia di proprietà dei farmacisti c'è anche quella di avere creato una maggiore coesione associativa, con un approccio da parte delle cooperative e società di farmacisti più dinamico e attento alle specifiche esigenze che emergono dal territorio e di cui le farmacie si fanno portavoce. È questo uno dei messaggi messi in luce da Marco Marchi, vicepresidente di Cef, in un'intervista al Giornale Radio di Confcooperative, nella puntata andata in onda il 17 dicembre. «La crisi sanitaria», ha spiegato, «ha messo il Paese e il sistema a dura prova ma ha anche rappresentato un'opportunità». Nonostante le difficoltà, che hanno visto «una riorganizzazione delle nostre strutture e una rivisitazione della distribuzione e della logistica», collocando sempre più al centro «il servizio ai cittadini», siamo «riusciti nell'intento di rimanere vicini ai soci» e, anzi, «possiamo dire che i rapporti si siano rinsaldati». Quello che sta emergendo è che «sempre più le nostre farmacie ripongono nella cooperativa il loro punto di riferimento».

Guardando poi alle prossime sfide, cruciale è anche la «distribuzione di presidi nuovi» indispensabili nell'attività di contact tracing e nel conferire alle farmacie un ruolo ancora più integrato nel sistema sanitario. Al centro dell'attenzione, in particolare, ci sono «tamponi rapidi e test sierologici, che vengono distribuiti secondo le direttive regionali» e che è fondamentale affiancare a «protocolli operativi di sicurezza», in maniera coordinata con le Regione, «così come successo in Lazio».