Gestione cronicità, Gizzi: mettere a sistema esperienze di tutta Europa per progetti presa in carico

07/10/2017


La presa in carico in farmacia del paziente, in particolare cronico, è una delle linee di evoluzione del servizio farmaceutico e sul tema si stanno avviando diverse riflessioni, alla ricerca di strumenti e metodologie nuove che possano anche arrivare da altri Paesi. L'ultimo spunto arriva dalla prima Assemblea in Italia della Uefs, unione europea delle farmacie sociali, sotto la guida di Venanzio Gizzi, presidente Assofarm, che si è tenuta recentemente nel corso della giornata di studio organizzata a Monza. L'idea che ha fatto da leitmotiv alla riflessione è stata quella di mettere a sistema le esperienze, in corso nei vari paesi, che pongano il farmacista in una posizione sempre più centrale e strategica, in particolare per rispondere a un depauperamento delle risorse allocate per la sanità e all'aumento dei bisogni sanitari della popolazione, e il primo risultato di questa impostazione è la decisione di avviare uno studio per la definizione di percorsi di presa in carico comuni alle farmacie sociali di tutta Europa, cercando di individuare buone pratiche che siano esportabili e compatibili con le diverse normative locali, in modo da arrivare a definire strade, programmi e progettualità.

Il tema, spiega Gizzi, è «riuscire ad assicurare alti livelli di servizio tanto a quei segmenti oggi più colpiti da problemi sanitari (anziani, malati cronici, fasce di popolazione impoverite) quanto alle nuove generazioni». E la premessa è che «rimanere ancora eccessivamente legati al farmaco-prodotto significa acuire il processo di impoverimento economico e professionale della farmacia. Il farmacista potrà stimolare la personalizzazione della cura e potrà prendere parte ai relativi progetti sanitari solo se saprà dialogare tanto con le istituzioni pubbliche quanto con gli altri professionisti della salute e con l'industria». In questa battaglia «le farmacie possono certamente giocare un ruolo e la UEFS nel suo complesso eÌ da sempre uno straordinario luogo di scambio di esperienze, raccolta di bisogni e apprendimento dei migliori casi di successo». Nel corso dell'attività europea, continua Gizzi, «abbiamo preso questo impegno di studiare dei percorsi per la presa in carico in farmacia del paziente e il prossimo appuntamento sarà a novembre. In quella occasione contiamo di fare un primo punto delle progettualità sul campo e di iniziare a disegnare dei percorsi comuni. Con la prossima assemblea speriamo di avere dei programmi conclusi». Intanto, sul fronte italiano, punto di partenza sarà il progetto sperimentale avviato in Toscana: «per quanto ci riguarda, dai primi mesi dell'anno ci stiamo occupando di uno dei primi progetti italiani che prevede elementi strategici quali la creazione di team multi-professionali comprendenti anche i farmacisti, e lo sviluppo di processi avanzati di presa in carico extra-ospedaliera dei pazienti cronici». Il riferimento è al progetto di farmacista di famiglia che coinvolge «la ASL Area Vasta Sud-Est Toscana e che potrebbe essere di interesse per tanti altri territori e che certamente rivela una nuova attenzione per la farmacia da parte delle Regioni italiane. E il farmacista presente in questo progetto non si limita a dispensare farmaci ma è un professionista sanitario, con una sua specificità scientifica che gli permette di collaborare in pari dignità con i medici di medicina generale e specialisti, che offre un servizio efficacie ed efficiente e per questo può pretendere dal Servizio Sanitario Nazionale un'equa remunerazione». A ogni modo, tra le attività a cui è dedita la Uefs, ricorda Gizzi, ci sono «i sei impegni per prestazioni farmaceutiche di qualità, la Diversa Remunerazione del farmacista e le Raccomandazioni per un'adeguata retribuzione delle prestazioni farmaceutiche, il Dossier farmaceutico, le Raccomandazioni per l'elaborazione di standard di Buone prassi in Farmacia». L'Uefs comprende 2.300 farmacie e una decina di grossiti-distributori in un'area che tocca Belgio, Francia, Italia, Olanda, Polonia, Portogallo, Regno Unito e Svizzera.