Fip, nuove evidenze a favore del ruolo del farmacista nelle malattie non trasmissibili

04/11/2019


Valorizzare il ruolo e la professionalità dei farmacisti nella gestione delle malattie non trasmissibili, riconoscerne le competenze all'interno delle azioni messe in campo dai servizi sanitari e presentare la farmacia come snodo, accessibile e di alta qualità, del network che si occupa della risposta assistenziale al paziente. È questo al centro della Dichiarazione della Fip sul "Ruolo dei farmacisti nella prevenzione e nel trattamento delle malattie croniche", già adottata nel 2006, che è stata rinnovata a fine settembre. Un aggiornamento che deriva dai risultati del gruppo di lavoro dedicato che ha ricevuto l'incarico di analizzare le evidenze disponibili su ruolo e impatto del farmacista nella lotta alle malattie non trasmissibili (NCDs).

D'altra parte, secondo il World Health Organization (WHO), oltre 36 milioni di persone muoiono ogni anno per malattie non trasmissibili, pari al 60% delle morti in tutto il mondo, e, di queste, 15 milioni sono under 70. Non a caso, tali patologie rappresentano il più importante problema di salute pubblica nei vari Paesi. Ed è proprio alla luce di questi dati che, tra le raccomandazioni rivolte a Governi e Politici, dalla Fip parte un appello per riconoscere le farmacie come una vera e propria rete accessibile di assistenza primaria, riconoscendo e remunerando il valore dell'opera del farmacista. Per questo la richiesta è che vengano sviluppate politiche e strategie per la gestione delle malattie non trasmissibili con un ruolo per i farmacisti ben definito e riconosciuto. Un obiettivo impensabile senza una spinta a modelli assistenziali collaborativi e multiprofessionali, che includano anche farmacisti, oltre che pazienti e caregiver. Certamente, diventa quanto mai necessario promuovere le condizioni che favoriscano la cooperazione tra le diverse professioni, ma anche aumentare l'interazione delle farmacie nei network delle cure primarie. Ma, oltre a questo, vanno anche sviluppati e implementanti modelli di remunerazione dei farmacisti in cui venga riconosciuto il valore di tali servizi, visibile in modo particolare nella riduzione del peso per i servizi sanitari di tali patologie.