Carenza farmaci, Mirone: caso Belgio faccia riflettere. Avviato confronto tra Paesi su modelli

08/04/2019


Il tema della carenza di farmaci, che rischia di impattare negativamente sulle terapie dei pazienti, è all'ordine del giorno in molti stati Europei. A metà marzo, nell'ambito di una interrogazione al commissario Ue alla Salute, sono state rinnovate le preoccupazioni per la popolazione, in particolare per chi è affetto da cronicità e per le patologie oncologiche, e, tra i dati posti all'attenzione, si è indicato nel 25% la fetta dei pazienti europei colpiti dal fenomeno. Valori elevati che spingono gli Stati membri (ma non solo) a interrogarsi su come risolvere il problema. In questa cornice si inquadra anche la recente iniziativa legislativa del Belgio che mira a vietare ai grossisti l'export parallelo di farmaci - che in questo Stato interessa circa l'8-10% dei medicinali in commercio -, imponendo l'obbligo di rivendere i medicinali solo a farmacie al dettaglio, a quelle ospedaliere o ad altri distributori operanti nel Paese. «Un tema» spiega Antonello Mirone, presidente di Federfarma Servizi, «che è stato al centro anche dell'ultimo incontro di Secof, l'Organismo di Rappresentanza Europea dei distributori intermedi del farmaco di proprietà dei farmacisti, che si è tenuto a Madrid, e che prosegue il dibattito già avviato a fine febbraio, nell'incontro a Roma. Di fronte all'impossibilità di reperire il farmaco e di garantire l'accesso all'assistenza al paziente, i Governi non possono rimanere inerti, perché in gioco c'è la salute della popolazione. Da tempo, politici, istituzioni, player di tutta Europa stanno mettendo in campo iniziative e sforzi per ricercare cause e soluzioni, con un focus che, di volta in volta e a seconda dei casi, viene messo sull'industria, in relazione a una produzione che non viene ritenuta adeguata al fabbisogno, o alla filiera, in particolare per il fenomeno dell'export parallelo. In questo contesto va letta l'iniziativa legislativa del Belgio che va ad agire su quella che è considerata, per quel paese, la causa predominante del fenomeno, facendo leva sull'eccezione al principio europeo di libera circolazione di merci, servizi e persone rappresentata dalla tutela della salute del cittadino».

E proprio in questa direzione, «l'incontro di Madrid è stato particolarmente interessante e ancora una volta occasione di riflessione e di spunti. A fronte del comune obiettivo di non far mancare il farmaco ai pazienti, si è deciso infatti di mettere a confronto i diversi modelli di gestione di carenze e indisponibilità realizzati nei vari Paesi. Come avevamo già avuto modo di sottolineare, altri Stati - e l'Italia in prima linea - hanno messo in campo metodologie di collaborazione tra player privati e Istituzioni che cercano di impattare sui diversi fattori che stanno alla base del fenomeno. In particolare, nel nostro Paese, grazie al Tavolo Tecnico sulle Indisponibilità - in corso presso l'Aifa, in collaborazione con il Ministero e le Regioni - si sta procedendo a una raccolta scientifica di dati che può aiutare le autorità a individuare farmaci e territori su cui si genera la carenza e si sta procedendo alla definizione di strategie e indirizzi di azione utili a contrastare eventuali anomalie». Ora, «a fronte di questo confronto, vedremo i risultati di quali possano essere le misure più efficaci nei diversi contesti».