Dpc, in Puglia farmaci per sclerosi e neoplasie in farmacia

22/06/2020


Prorogato in via straordinaria in Puglia per altri sei mesi l'Accordo sulla Dpc in scadenza il 30 giugno (2017/2020) e allargata la lista di farmaci dispensati attraverso le farmacie del territorio. È questo il contenuto di due provvedimenti della Giunta regionale di fine maggio che nascono certamente dal periodo emergenziale, ma proseguono sul percorso avviato già nel 2017 con il precedente passaggio di alcuni farmaci dalla diretta alla Dpc, con l'obiettivo di favorire un modello organizzativo che limiti gli spostamenti dei cittadini.

A fare il punto della situazione Raffaello Recchia, referente regionale per la Puglia di Federfarma Servizi.


Accordo prorogato fino a fine anno

«A fine maggio è stato finalizzato un percorso partito già mesi prima», spiega Recchia, «che ha portato alla proroga in via straordinaria dell'Accordo 2017/2020 sulla Dpc per altri sei mesi - in attesa che si concluda il confronto per il Rinnovo -, ma anche a un allargamento della lista di farmaci in elenco. Si tratta di due provvedimenti che si inseriscono nel periodo emergenziale e traggono origine, in particolare, dalla Ordinanza della Protezione Civile volta a favorire modelli in grado di limitare gli spostamenti dei cittadini».

In particolare, l'Ordinanza (n. 651 del 19/03/2020) ha previsto l'estensione della dematerializzazione anche ai farmaci della Dpc e la possibilità per gli assistiti «di rifornirsi delle categorie di medicinali che richiedono un controllo ricorrente anche presso le farmacie, con le medesime modalità previste per l'erogazione dei farmaci in regime convenzionale e secondo i criteri stabiliti negli accordi».


Ampliamento Dpc e dematerializzazione portano vantaggi per assistiti, medici e Asl

Nello specifico, al di là del periodo emergenziale, da quanto sembra trasparire, da parte pubblica c'è la consapevolezza che l'«adozione del modello organizzativo dematerializzato di gestione della Dpc regionale» offra una serie di «vantaggi».
Da un lato il passaggio dalla diretta alla Dpc offre ai molti pazienti particolarmente fragili un migliore accesso al farmaco, senza dover anche sopportare i costi relativi al raggiungimento fisico dei ridotti punti di distribuzione e salvaguardando il rispetto delle norme relative al distanziamento sociale; dall'altro, consente agli uffici regionali competenti un monitoraggio efficace ed efficiente della distribuzione e della spesa connessa. Da qui «l'ampliamento dell'elenco dei farmaci A-Pht in Dpc regionale, mediante il passaggio in tale canale distributivo di alcuni farmaci attualmente dispensati in Distribuzione diretta dalle Asl».


Circa trenta le molecole nel nuovo elenco

«Sono circa una trentina», continua Recchia, «le molecole passate dalla diretta alla Dpc e interessano patologie importanti, come per esempio medicinali per sclerosi multipla, antidiabetici orali, farmaci per l'emofilia e così via. Si tratta di un passaggio importante perché è un riconoscimento del modello organizzativo della filiera Distributore-Farmacia sia per i cittadini che per il Ssn e, dall'altro lato, offre un piccolo supporto anche economico alla filiera in un momento di particolare difficoltà».