MASCHERINE, DISTRIBUTORI: "LAVORIAMO SENZA TUTELE, SERVIZIO A RISCHIO". INVIATA LETTERA AL MINISTERO

23/03/2020


Da oltre un mese, ininterrottamente, la distribuzione intermedia lavora in prima linea al servizio del Sistema sanitario nazionale, consegnando, senza sosta, farmaci, dispositivi medici e ogni prodotto necessario a farmacie, parafarmacie e strutture sanitarie per fronteggiare il drammatico momento che sta attraversando il nostro Paese. Ma vi sono una serie di criticità che rischiano di mettere in pericolo il servizio pubblico essenziale, che mai come ora ha evidenziato la sua valenza fondamentale, in termini di supporto quotidiano ai farmacisti nell'assistenza sanitaria alla popolazione e con la garanzia che ciò avvenga all'interno di una filiera certificata a tutela della salute pubblica. È questa la preoccupazione che emerge da una nota congiunta delle rappresentanze della distribuzione intermedia, Adf e Federfarma Servizi in cui viene sollecitata attenzione alla tutela dei lavoratori.

Un'attenzione richiesta anche attraverso una lettera che, giovedì, Federfarma Servizi ha indirizzato al ministero della Salute, alla Protezione civile e al commissario straordinario per l'emergenza Coronavirus, Domenico Arcuri. «Le aziende della distribuzione intermedia hanno tempestivamente adottato tutte le misure idonee a contrastare la diffusione del Coronavirus, ma dopo più di quattro settimane di impegno, l'attuale difficoltaÌ di reperimento delle mascherine e di ogni altro dispositivo di protezione e contenimento del contagio sta stressando fortemente la capacitaÌ del comparto di svolgere in sicurezza il proprio servizio pubblico». Al contrario è quanto mai «indispensabile che venga assicurata la fornitura di mascherine e prodotti collegati alla sicurezza di chi ogni giorno lavora nelle aziende di distribuzione per rispondere alle richieste dei farmacisti, di chi ogni giorno allestisce nei magazzini le consegne per le farmacie, di chi ogni giorno guida mezzi per raggiungere le Farmacie in ogni parte della nostra nazione e assicurarsi che il farmacista possa ricevere tutto quanto necessario per rispondere alle incrementate esigenze della nostra collettività sociale». Se «non verrà garantita la fornitura del materiale essenziale per la sicurezza del personale c'eÌ il rischio che i distributori non possano più svolgere regolarmente il servizio pubblico cui sono chiamati. Non potendo essere garantiti i contatti con i farmacisti, verrebbe messa a rischio la possibilità di effettuare le consegne in farmacia e la capacitaÌ da parte di quest'ultima di svolgere il suo fondamentale ruolo di presidio sanitario sul territorio, indispensabile per il Sistema sanitario nazionale e per la popolazione in difficoltaÌ, che individua nella rete delle farmacie il primo front -office sul territorio in materia sanitaria».

Oltre a questo c'è un'altra preoccupazione. Come si legge nella, «anche considerando quanto previsto dal recente Decreto legge n. 18 del 17 marzo (articolo 16 comma 1), secondo cui "per i lavoratori che sono impossibilitati a mantenere la distanza interpersonale di un metro, sono considerati dispositivi di protezione individuale (Dpi) le mascherine chirurgiche reperibili in commercio, versiamo in una tale condizione di emergenza da non riuscire ad assicurare ai nostri operatori nemmeno tali prodotti. All'estrema tensione nazionale e profondo timore generale riteniamo, oltretutto, che non debba sommarsi anche la preoccupazione dei dipendenti delle nostre aziende di non essere sufficientemente tutelati attraverso l'uso delle semplici mascherine chirurgiche, rispetto ai Dpi. Vi chiediamo, pertanto, un chiarimento formale sulla validità degli strumenti individuati nel decreto, cosìÌ da restituire serenità a chi da settimane lavora ininterrottamente per la salute del Paese».