Carenze e indisponibilità, Di Giorgio (Aifa): la collaborazione permette di contrastare le anomalie

24/06/2018


Di fronte alla indisponibilità di un farmaco, il consiglio che gli esperti che partecipano al tavolo tecnico danno alle farmacie è di esplorare sempre tutti i grossisti censiti, inclusi i farmacisti-grossisti, per cercare di rispondere alla richiesta dei pazienti e segnalare secondo quanto previsto dalle norme qualsiasi anomalia al normale ciclo distributivo del farmaco.
L'indicazione arriva dalle ATS lombarde più attive nei controlli sulla filiera, e viene riportata da Domenico Di Giorgio, direttore dell'Ufficio qualità Prodotti e contrasto al crimine farmaceutico dell'Aifa, in una intervista a F-Online in cui abbiamo chiesto di fare un punto in preparazione del prossimo incontro del tavolo sulle indisponibilità dei farmaci, il gruppo di lavoro con le sigle della filiera coordinato dall'Aifa, che si terrà in settimana. E rispetto all'anomalia riportata da alcuni ispettori regionali, che avevano riferito che a fronte della richiesta di farmaci indisponibili da parte di farmacie, alcuni operatori avrebbero richiesto costi di trasporto molto elevati, anche di 500 euro, a dispetto di distanze irrisorie, sottolinea «il nostro approccio rimane sempre lo stesso.

Partiamo dalle segnalazioni e raccogliamo in maniera scientifica i dati, per confermare il quadro e valutare nel caso se si tratti di un caso isolato o di una "cattiva pratica" ricorrente: l'analisi permette di capire se e quanto sia illegittima la prassi segnalata, aiutando chi ha la competenza a intervenire di conseguenza. Ma soprattutto, trovando, insieme alla filiera, soluzioni e azioni condivise». Per esempio, quella di considerare tutti gli operatori come una risorsa del sistema: «in Lombardia, di fronte a una indisponibilità, le ATS consigliano alle farmacie di esplorare tutti i grossisti censiti, compresi i farmacisti-grossisti, per cercare di rispondere alla richiesta dei pazienti, e ove necessario raccogliere dati che permettano di valutare l'entità e la natura dei problemi, segnalando attraverso le Regioni le anomalie su cui le amministrazioni centrali possono poi intervenire».
Da quanto era emerso dall'ultimo incontro, il fatto che tali tipologie di anomalie fossero state segnalate da zone diverse aveva fatto insorgere in alcune sigle della filiera presenti al tavolo il sospetto che si trattasse di comportamenti ricorrenti e "condivisi", quasi un modo per non fare realmente distribuzione intermedia, ma per seguire altri fini commerciali. «I singoli casi non possono generare risposte di sistema, ma solo interventi puntiformi: l'approccio del tavolo è quello raccogliere informazioni, dati che permettano interventi strutturati, come la campagna di controlli realizzata in collaborazione tra Regioni, Nas e amministrazioni centrali all'inizio dei lavori del gruppo».

In generale, «il tavolo sta proseguendo bene, sta garantendo un percorso condiviso e la trattazione dei problemi da diversi punti di vista, per provare ad arrivare a convergenze su tutta la filiera, come quelle del "documento condiviso" sottoscritto nel 2016». E, tra le evoluzioni, c'è quella possibile di una ulteriore estensione "geografica" del progetto: «nell'ambito di un rapporto di collaborazione avviato con Ema sugli argomenti su cui l'Italia ha investito più risorse negli interventi operativi e nella ricerca - come il contrasto a furti e indisponibilità - stiamo cercando di portare questo modello a livello internazionale. Anche perché, se certe soluzioni vengono implementate solo a livello nazionale, le distorsioni si spostano, invece di scomparire».