Caro energia e crisi materie prime, Mirone: urgenti misure di contrasto. Si rischiano carenze e calo servizio

13/09/2022


Il caro dell'energia, che rispetto a un anno fa ha toccato punte del 600%, l'impennata del carburante, l'aumento dei costi dei fattori di produzione rappresentano sempre più elementi di preoccupazione per la rete delle farmacie e della distribuzione intermedia, a cui si aggiunge anche «l'incremento costante di farmaci e prodotti mancanti» fa il punto Antonello Mirone, Presidente di Federfarma Servizi. «Una situazione che mette a rischio l'assistenza al cittadino e rende quanto mai urgente un intervento».

«La crescita dei costi» spiega Mirone «è da tempo insostenibile. Per quanto riguarda il nostro settore, le aziende della distribuzione non solo devono far fronte al caro carburante - ancora più gravoso in considerazione del fatto che devono continuare garantire la capillarità del servizio alle farmacie, e di conseguenza ai pazienti, con consegne più volte al giorno -, ma anche a tutti i costi di gestione relativi alla cold chain, caratterizzata da sistemi di refrigerazione a ciclo continuo, sia in magazzino, sia nel trasporto».

L'allarme si aggiunge a quello lanciato settimana scorsa in un comunicato congiunto dalle sigle che rappresentano le diverse componenti della filiera, tra cui anche Federfarma Servizi e Adf, che avevano sottolineato come "i costi per materiali, imballaggi, manutenzioni, fiale, packaging, e così via siano cresciuti in media del 35-40% rispetto allo scorso anno". Si assiste n contemporanea a una "svalutazione dell'euro rispetto al dollaro, valuta con la quale si pagano i principi attivi che provengono per l'80% da Cina e India" e a "problemi di approvvigionamento delle materie prime. Un combinato disposto che rischia di causare gravi carenze di farmaci, registrate già in qualche caso". Le imprese della filiera per altro "non possono trasferire nemmeno in parte questi maggiori costi sui prezzi dei medicinali con prescrizione, che sono negoziati o fissati per legge". A essere rimarcata da tutte le componenti è quindi l'"insostenibilità economica di determinate produzioni o servizi di distribuzione", con "uno scenario che, in assenza di concrete misure di contrasto e sostegno, mette seriamente a rischio la prosecuzione dell'attività che garantisce il servizio pubblico essenziale della distribuzione alla comunità dei medicinali e di tutti prodotti per la salute".

«Nei mesi scorsi» continua Mirone «avevamo aperto una interlocuzione con il Governo Draghi sul riconoscimento dei maggiori costi sostenuti dal comparto. Speriamo di riuscire a riprendere qualche spunto di riflessione in questi ultimi provvedimenti che si stanno chiudendo in queste ore, per arrivare a dare un minimo di ristoro alle nostre Aziende. Ma si tratta comunque di un ragionamento che andrà al più presto riavviato anche con il prossimo Governo. In assenza di aiuti, si rischia un detrimento del servizio che va a danno in primo luogo della popolazione e del Ssn».