Mascherine calmierate, in consegna tre milioni. Mirone: "Serve fornitura costante"

11/05/2020


È in consegna nelle farmacie da parte della rete dei distributori intermedi aderenti a Federfarma Servizi e ad Adf il primo lotto di tre milioni di mascherine chirurgiche da 61 centesimi (50 cent + Iva) della Struttura Commissariale. «Una fornitura che permette di risolvere le difficoltà riscontrate nella prima settimana dopo l'avvio della cosiddetta Fase 2», fa il punto Antonello Mirone, presidente di Federfarma Servizi, che esprime, poi, «l'auspicio di contare su un approvvigionamento costante e in linea con il fabbisogno dei cittadini». «Con l'avvio delle prime misure di allentamento del lockdown è di molto incrementato il numero di lavoratori che accedono alle aziende, così come dei cittadini che possono uscire di casa. I dispositivi di protezione individuale sono uno dei pilastri della strategia di riduzione del contagio e, solo limitandoci al flusso relativo alla nostra filiera, abbiamo stimato, a regime, un fabbisogno giornaliero di circa dieci milioni di mascherine. Anche fossero di meno, ci sembrano numeri importanti». Al momento, «dopo la due giorni di incontri con il Commissario Straordinario Domenico Arcuri, per far fronte alle criticità e alle carenze di settimana scorsa, un primo lotto di tre milioni di mascherine, fornito dalla Struttura Commissariale a Federfarma Servizi e Adf, è in corso di distribuzione alle farmacie del territorio tramite le aziende associate alle due rappresentanze. Rispetto alla reale esigenza, si tratta di numeri ancora contenuti e per questo il nostro auspicio è che venga al più presto ripreso il contatto con la struttura commissariale, per capire come recuperare altri quantitativi a prezzi coerenti con quelli indicati dall'Ordinanza del 26 aprile e, soprattutto, venire indirizzati verso soggetti che ci possano garantire un approvvigionamento costante». D'altra parte, «come abbiamo visto in questi giorni, ci sono difficoltà oggettive nel reperire sul mercato prodotti a quelle cifre. Il prezzo calmierato, strumento utile per consentire ai cittadini di acquistare con minore difficoltà mascherine, ha fatto sì che gli importatori che fino a poco fa rifornivano il nostro Paese si siano indirizzati verso mercati più redditizi, in cui il prezzo di acquisto è più elevato, quali per esempio Francia e Spagna». Mentre, sull'altro fronte, «per quanto riguarda la produzione nostrana», perno della strategia per consentire il calmieramento dei prezzi, «al momento non è chiara la tempistica per raggiungere le quantità necessarie alla tenuta del sistema». Così «fino a che non ci sarà una importante iniezione nel mercato alle cifre indicate, occorrerà far fronte al fabbisogno attraverso altri soggetti».

In tema, poi, di mascherine "parificabili", consentite dal Protocollo del primo maggio, tra filiera e Commissario Arcuri, «ormai è abbastanza chiaro il quadro in cui muoversi, anche alla luce delle ultime pronunce degli organi tecnici. Resta, però, la criticità, già segnalata, relativa alla grande variabilità di prassi da parte delle Autorità ispettive. Non di rado, per lo stesso tipo di prodotto, si riscontrano valutazioni diverse in merito alla vendibilità o meno, mentre, soprattutto in questo frangente, sarebbe quanto mai auspicabile una uniformità di comportamenti».